Ero là, presente de visu, mentre Gianni Mura batteva sulla sua vecchia Olivetti questo manifesto del ciclismo eroico.
L'Eroica oggi è un movimento capace di attrarre migliaia di ciclisti e appassionati in tutto il mondo. Guardiamo al passato per ispirare un nuovo futuro del ciclismo e dello sport, riscoprendo la bellezza della fatica e il gusto dell'impresa.

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Ero là, presente de visu, mentre Gianni Mura batteva sulla sua vecchia Olivetti questo manifesto del ciclismo eroico.
"Non si può fare un’Eroica senza abbracci…”. Così diceva Giancarlo Brocci qualche tempo fa, quando la pandemia fermò un po' tutto e un po' tutti.
La conferma dei miei dubbi sulla mia latente misoginia è arrivata una domenica di ottobre a L'Eroica, il giorno della mia prima Eroica.
La luce dei fari taglia il buio come una lama alle tre e mezza della mattina.
Antonello Carossa e Andrea Giacon, CEO e fondatori di Eroica Caffè Padova, ci raccontano com’è iniziata la loro avventura e ci regalano qualche gustosa anticipazione sul nuovo Caffè che aprirà in autunno.

Quello del 1998 è un Tour costretto a vivere gravi vicende legate al doping. L'intera squadra Festina viene allontanata, ci sono momenti che la corsa pare vicina ad essere fermata.

Altro grandissimo di Francia è Bernard Hinault, fuoriclasse bretone, meno cannibale di Merckx come carattere ma in grado di vincere tutte le volte che, nel pieno della carriera, si pone un obiettivo, compresa la sgradita Roubaix.

Anche Eddy Merckx, dopo Anquetil, vince 5 Tour. Il Cannibale ha l'albo d'oro di gran lunga più impressionante tra i grandi di sempre del ciclismo.


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