Ero là, presente de visu, mentre Gianni Mura batteva sulla sua vecchia Olivetti questo manifesto del ciclismo eroico.
L'Eroica oggi è un movimento capace di attrarre migliaia di ciclisti e appassionati in tutto il mondo. Guardiamo al passato per ispirare un nuovo futuro del ciclismo e dello sport, riscoprendo la bellezza della fatica e il gusto dell'impresa.

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Ero là, presente de visu, mentre Gianni Mura batteva sulla sua vecchia Olivetti questo manifesto del ciclismo eroico.
"Non si può fare un’Eroica senza abbracci…”. Così diceva Giancarlo Brocci qualche tempo fa, quando la pandemia fermò un po' tutto e un po' tutti.
La conferma dei miei dubbi sulla mia latente misoginia è arrivata una domenica di ottobre a L'Eroica, il giorno della mia prima Eroica.
La luce dei fari taglia il buio come una lama alle tre e mezza della mattina.
Un turbinio di colori nel vento. Un lampo di tinte sgargianti, gambe che si muovono veloci sui pedali, uno stormo variopinto che taglia l’aria e sfreccia via in pochi secondi.

Una chiacchierata con Graciela Nowenstein, fondatrice – insieme a Miguel Santalices – di Eroica caffè Barcellona, il primo spazio permanente in una grande città dedicato a Eroica, ai suoi valori e al suo popolo.

Chi ha pedalato sulle mitiche strade bianche su e giù per le straordinarie colline del Chianti sa che l’Eroica , come qualsiasi impresa sportiva, richiede rispetto e preparazione.

Venerdì 14 giugno da Riccione prenderà avvio il Giro d'Italia Giovani U23 Enel. Due delle nove tappe in programma si svolgeranno in Terra Eroica:


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