Ero là, presente de visu, mentre Gianni Mura batteva sulla sua vecchia Olivetti questo manifesto del ciclismo eroico.
L'Eroica oggi è un movimento capace di attrarre migliaia di ciclisti e appassionati in tutto il mondo. Guardiamo al passato per ispirare un nuovo futuro del ciclismo e dello sport, riscoprendo la bellezza della fatica e il gusto dell'impresa.

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Ero là, presente de visu, mentre Gianni Mura batteva sulla sua vecchia Olivetti questo manifesto del ciclismo eroico.
"Non si può fare un’Eroica senza abbracci…”. Così diceva Giancarlo Brocci qualche tempo fa, quando la pandemia fermò un po' tutto e un po' tutti.
La conferma dei miei dubbi sulla mia latente misoginia è arrivata una domenica di ottobre a L'Eroica, il giorno della mia prima Eroica.
La luce dei fari taglia il buio come una lama alle tre e mezza della mattina.
Come un quadro di Bruegel, in cui a comporre l’opera ci sono centinaia di microstorie colorate. Migliaia di microimprese, all’Eroica vanno a dar colore all’enorme tela di un’impresa corale, dentro i confini di una giornata unica.

Per gli Eroici il tempo è ciclico, rigorosamente scandito dalle date delle Eroiche sciorinate a memoria, come fossero i misteri di un rosario: Germania, Limburg, Britannia, Spagna, Sudafrica, Giappone, Dolomiti, Montalcino e Gaiole (così sia!).

Se la rete globale millenaria delle strade bianche potesse parlare, riempirebbe enciclopedie

Invenzione, trasformazione e innovazione: sono ormai più di 85 anni che Campagnolo ricerca e crea prodotti che hanno fatto la storia del nostro bellissimo sport.


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