Ero là, presente de visu, mentre Gianni Mura batteva sulla sua vecchia Olivetti questo manifesto del ciclismo eroico.
L'Eroica oggi è un movimento capace di attrarre migliaia di ciclisti e appassionati in tutto il mondo. Guardiamo al passato per ispirare un nuovo futuro del ciclismo e dello sport, riscoprendo la bellezza della fatica e il gusto dell'impresa.

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Ero là, presente de visu, mentre Gianni Mura batteva sulla sua vecchia Olivetti questo manifesto del ciclismo eroico.
"Non si può fare un’Eroica senza abbracci…”. Così diceva Giancarlo Brocci qualche tempo fa, quando la pandemia fermò un po' tutto e un po' tutti.
La conferma dei miei dubbi sulla mia latente misoginia è arrivata una domenica di ottobre a L'Eroica, il giorno della mia prima Eroica.
La luce dei fari taglia il buio come una lama alle tre e mezza della mattina.
È un anno strano, un anno difficile. Molti di noi - quasi tutti - sono costretti a stare a casa e a cambiare profondamente il proprio stile di vita.

Un controllo generale va fatto almeno una volta l’anno da un meccanico esperto, tuttavia ci sono dei controlli che possiamo fare più frequentemente anche con un’occhiata rapida allo stato di alcune parti fondamentali della nostra bicicletta.

Il ciclismo Eroico corre a testa alta nel mondo godendo del paesaggio, attraversando posti incastonati nella bellezza e animati dalla passione intensa di chi li abita che, con la sua storia e le proprie tradizioni, li rende unici.

Nei prossimi giorni il Maglificio Santini di Lallio, partner de L’Eroica, inizierà la produzione di mascherine protettive da distribuire alla comunità di Bergamo e provincia, territorio tra i più colpiti dal coronavirus.


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